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In memoria del Caporal Maggiore Salvatore Mingione

Riceviamo dall'avvocato Luigi Gravina, un bel ricordo del proprio congiunto Salvatore Mingione, caporal maggiore in servizio presso il Regio Esercito durante la Prima Guerra Mondiale. Lasciamo alle parole dell'avvocato il compito di raccontarci chi era questo giovane soldato richiamato alle armi.

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Salvatore Mingione, originario di Casagiove, secondo di otto figli di una famiglia artigiana, fin da adolescente manifestò il desiderio di entrare in Seminario per seguire la strada del sacerdozio. Allo scoppio della “Grande Guerra”, frequentava il secondo anno del corso di teologia, dopo aver conseguito la maturità classica. Poiché, all’epoca, non era prevista l’esenzione dal servizio militare per chi non avesse ancora conseguito l’ordinazione sacerdotale, appena diciannovenne (era nato nell’agosto del 1896 ) fu arruolato, nel novembre del 1915, con il grado di “caporale” nel Regio esercito. Trattenuto alle armi ed assegnato alla 10^ Compagnia Sanità, fu destinato, come “aiutante”, negli ospedali da campo nello “Scacchiere” orientale (Friuli). Prese parte alle operazioni belliche nell’area che si estendeva tra Monte Nero, monte Guarda, e monte Kukla e monte Rombon. Nel dicembre del 1916 l’ospedale da campo in cui operava venne fissato nel villaggio di Ternova sul fiume Isonzo, non distante dalla località di Caporetto. Coinvolto, nell’autunno del 1917 nella disfatta di Caporetto, per giorni e giorni fu costretto alla fuga, insieme a quanto restava della sua compagnia, dall’ Isonzo al Piave per oltre 170 Km, cibandosi di erbe colte lungo le siepi e bevendo acqua “rossastra” attinta dai corsi d’acqua coperti di cadaveri. Il suo “diario” di guerra s’interrompe alla fine del 1916, dal momento che, con l’anno 1917 il conflitto, che sul fronte orientale fino ad allora era stato prevalentemente una guerra di posizione, si trasformò in guerra di “sfondamento”: non vi furono, quindi, più le condizioni oggettive per proseguire nella scrittura delle vicende belliche cui partecipò nel biennio 1917/18. Congedato alla fine della guerra con il grado di sergente, fu autorizzato a fregiarsi della croce di guerra al merito (n.6125). Riprese, al ritorno a casa, gli studi di teologia e fu ordinato sacerdote il 25 maggio del 1922.

 

Clicca qui per il diario dal fronte del Caporal Maggiore Salvatore Mingione

 

 

 

 

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